In breve: la regressione del sonno dei 18-20 mesi dura in genere dalle due alle sei settimane e nasce da tre cose insieme: la scoperta dell'autonomia (e quindi del "no"), una nuova ondata di ansia da separazione e il passaggio a un solo pisolino. A questa età la veglia tra il pisolino e la notte è di 5-6 ore e la nanna funziona meglio tra le 19 e le 19:30. La cosa che aiuta di più non è la fermezza: è la prevedibilità.
Sono Federica, consulente del sonno infantile, e questa fase ha una particolarità che la rende diversa da tutte quelle prima.
Fino a dodici mesi, quando il sonno si rompeva, era il corpo che cambiava: i cicli, i denti, le tappe motorie. Da qui in poi cambia qualcos'altro. Il tuo bambino ha capito di essere una persona separata da te, con opinioni proprie. E una delle prime opinioni che gli vengono è che andare a dormire non gli va.
Non è un peggioramento. È, letteralmente, una conquista — che però si presenta alle sette e mezza di sera, quando tu sei alla fine.
Perché succede proprio ora
Ha scoperto il no. E il no si prova dove conta: sul cibo, sulle scarpe, sulla nanna. Non ti sta sfidando per farti innervosire — sta verificando che il mondo abbia dei bordi, e i bordi si trovano solo spingendo.
L'ansia da separazione torna. Adesso in una versione più consapevole: sa che esisti anche quando non ti vede, e sa anche che potresti non venire subito. Da qui le chiamate ripetute, la richiesta di acqua, l'ultimo bacio, l'altro libro.
La giornata di sonno si riorganizza. Tra i quattordici e i diciotto mesi si passa da due pisolini a uno, e per qualche settimana l'equilibrio salta: se il pisolino unico è troppo presto, la sera arriva con troppa stanchezza; se è troppo tardi o troppo lungo, la sera non ha sonno.
Come si manifesta
- rimanda la nanna in tutti i modi: un altro libro, un'altra acqua, un altro abbraccio;
- si sveglia di notte e chiede te, non un generico conforto;
- protesta o piange all'uscita dalla stanza;
- rifiuta il pisolino, o lo fa brevissimo;
- si sveglia molto presto la mattina.
Quanto dura: in genere due-sei settimane. Ma è una fase che, più di altre, può allungarsi da sola — perché qui le abitudini si consolidano in fretta. Un mese di "resto finché non dorme" a diciotto mesi diventa un accordo, non una parentesi.
Cosa aiuta davvero
Controlla prima la giornata, poi la sera
A questa età la veglia tra la fine del pisolino e la nanna è di cinque-sei ore. Se il sonno del pomeriggio finisce alle 14:30, la sera funziona tra le 19 e le 20. Se finisce alle 16, la sera si sposta e voi vi stupite che alle 20 sia una scheggia.
E se il pisolino è saltato del tutto, anticipa la nanna anche di un'ora: un bambino di venti mesi senza pisolino, messo a letto all'ora solita, è quasi sempre una serata difficile.
Dagli delle scelte, ma solo quelle che esistono
È il trucco più efficace di questa età e costa niente. Non "vuoi andare a dormire?", che è una domanda a cui la risposta sarà no. Ma: vuoi il pigiama blu o quello con l'orso? Leggiamo prima questo o questo? Salutiamo prima la lampada o le stelline?
Gli stai lasciando il potere che sta cercando, dentro una cornice che decidi tu. Nove volte su dieci, il bisogno di dire no si scarica lì e la nanna passa liscia.
Rendi visibile la fine
Le richieste infinite si fermano molto meglio con un limite che si vede che con un rimprovero. Due libri, e i due libri si contano insieme prima di cominciare. Un bicchiere d'acqua che sta già sul comodino. Un ultimo bacio che si chiama così, "l'ultimo", ed è sempre lo stesso gesto.
Non è rigidità. È togliergli il lavoro di dover indovinare dove finisce la sera.
Se ti chiama, torna — ma torna uguale
Rispondere va benissimo. Quello che conta è che la risposta sia sempre la stessa: stessa frase, stesso tono, stessa durata, e poi esci. È la ripetizione che tranquillizza, non la quantità di tempo che passi lì.
A quest'età non funziona chi resiste di più. Funziona chi è più prevedibile.
E l'ultima ora, tienila bassa
Niente schermi nell'ora prima della nanna, luci basse in tutta la casa, giochi tranquilli. Un bambino di venti mesi sovrastimolato non ha nessuna possibilità di rallentare da solo: quel lavoro, per ora, glielo facciamo noi.
Quello che conviene rimandare
Questa è la fase sbagliata per togliere il ciuccio, per spostarlo in cameretta o per passare al lettino senza sponde — a meno che non siate costretti. Sono tutte cose che si fanno, e si fanno bene: ma quando il terreno è fermo, non mentre si muove.
Se invece lo spostamento è già in programma per altri motivi, per esempio l'arrivo di un fratellino, allora si fa prima, con largo anticipo, e non nella stessa settimana.
Quando non è una fase
Se passano sei-otto settimane e non si muove niente, di solito non è più la regressione: sono abitudini che si sono sedimentate durante la regressione e che adesso restano da sole. È il momento in cui conviene lavorarci, e la buona notizia è che a questa età si può fare molto e in fretta, perché il bambino capisce.
E se avete già provato qualcosa senza risultato, prima di riprovare dai un'occhiata a perché un percorso sul sonno può non funzionare: il motivo è quasi sempre uno dei cinque che elenco lì.
Domande frequenti
Quanto dura la regressione del sonno a 18 mesi?
In genere da due a sei settimane. A differenza delle regressioni del primo anno, però, può prolungarsi se durante la fase si consolidano abitudini nuove, come restare nella stanza fino all'addormentamento.
Quanto deve stare sveglio un bambino di 18-20 mesi prima della nanna?
Circa cinque-sei ore tra la fine del pisolino e la nanna serale. Se il pisolino salta, conviene anticipare la nanna anche di un'ora invece di mantenere l'orario abituale.
Mio figlio di 20 mesi rifiuta il pisolino: devo toglierlo?
Quasi mai a questa età. Il rifiuto è di solito un problema di orario o di stanchezza mal distribuita. La maggior parte dei bambini continua a fare un pisolino fino ai tre anni circa.
È una fase o si è abituato male?
Se dura meno di sei settimane e coincide con nuove conquiste, è una fase. Se va avanti più a lungo e il modo di addormentarsi è cambiato stabilmente, sono abitudini nuove: si possono modificare, con gradualità e risposte sempre uguali.
In conclusione
Quello che ti sta facendo passare le serate difficili è lo stesso motivo per cui adesso ti dice "no" a tavola, e ti indica le cose, e vuole mettersi le scarpe da solo.
Non è un bambino che è tornato indietro. È un bambino che sta diventando qualcuno — e ti sta chiedendo, nell'unico modo che ha, di rimanere prevedibile mentre lui cambia.
Se vuoi una mano a costruire una sera che regga, il Percorso Sonno 5 mesi-6 anni nasce anche per questa età.
